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Submitted by devina on Thu, 2008-11-06 13:22.

Scrivo questo post per voi due, perché mi dispiace che si siano verificati presupposti tali da arrivare a leggere i vostri ultimi interventi e perché so quanto vi stimiate reciprocamente.
Capisco benissimo le ragioni di Francesco, che si sente parte in causa, e che non ci vede nulla di male (anzi lo considera un atto di dovere morale e civile, nonché di coraggio) nel voler fare chiarezza su un presunto atto illecito (e perciò la denuncia); nello stesso tempo conosco l’onestà intellettuale di Rocco che nel suo agire, nel suo pensiero e nel suo modo di essere, non antepone mai calcoli né considerazioni di “circostanza”.
A mio modo di vedere le cose, non c’è la ragione da una parte e il torto dall’altra.
Non sbaglia Francesco nel vedere nella tenacia del padre (che, ricordiamolo, si espone in prima persona) una propensione alla ricerca della verità e della chiarezza fino in fondo e non sbaglia Rocco nel sottolineare come gli atti di denuncia non facciano che inasprire un clima già compromesso.
E non perché (e questo, Soleanna, è il punto fondamentale della questione ) sia sbagliato denunciare quando in buona fede si pensa sia stato commesso un abuso, ma perché l’attività politica di una opposizione non può concentrarsi esclusivamente, o in buona parte, nel cercare di individuare le mosse false dell’avversario.
Ciò che cerca di rendere evidente Rocco è come l’azione politica dell’opposizione più che contrapporsi in modo costruttivo alla maggioranza, stia solo cercando di individuarne le malefatte.
Malefatte che vanno si denunciate, ma nella consapevolezza che il ricorso alla denuncia deve essere il contorno dell’azione politica di una opposizione seria; e non il piatto principale.
Il piatto principale deve essere ben altro: un progetto a lungo respiro, che sappia leggere i bisogni e le necessità della nostra comunità, che sappia dialogare e confrontarsi, che sappia essere propositivo e costruttivo e nel frattempo, nel fare tutto questo, denunciare (perché no) le malefatte o presunte tali della maggioranza, ma anche riconoscerne i meriti.
In sostanza invece di far leva sui propri pregi, l’opposizione sta cercando di mettere in luce i difetti della maggioranza.
Più che scommettere sui propri punti di forza sta cercando di sfruttare i punti di debolezza dell’atro.
In una rincorsa tra maggioranza e opposizione che andrà, inevitabilmente, verso lo sfascio politico.
Con una maggioranza che non avrà certo difficoltà a dimostrare quanto e come può essere “cattiva”, se c’è da “mostrare i muscoli”, e con una opposizione che presa questa china non potrà più fare marcia indietro andando incontro al nulla politico.
Cosa c’entra in tutto questo midiesis?
Midiesis ha la colpa e il privilegio di essere un “soggetto” libero.
Lo è stato in tutti questi anni quando esponenti politici della maggioranza l’hanno accusato di non essere credibile (così come lo dicevano per Movimento circolare) perché schierato “dall’altra” parte; lo è stato ai tempi del “gatto e la volpe” quando amici della lista Caliandro sottolineavano di essere troppo benevolo nei confronti della lista Barletta; lo è adesso quando è critico sul modo di fare politica proprio nei confronti, in pratica, di parte della lista Barletta ora accomunatasi con parte della Lista Caliandro perché così è stato deciso altrove.
Un controsenso, quindi, se sempre lo stesso soggetto, ossia midiesis, viene a turno “inquisito” dalle diverse parti politiche.
Controsenso che si spiega proprio dal fatto che midiesis non ha nessun copione, imposto dall’alto, da seguire, se non quello che gli suggerisce, di volta in volta, il proprio spirito libero; nessun politico da accontentare, nessun “affare” da inseguire.
Midiesis è libero, punto.
In tutto ciò spero che sia Francesco che Rocco trovino le ragioni e le spiegazioni per questo clima che si è creato che contrasta con l’amicizia più volte manifestata l’uno verso l’altro.
E spero che, con la consapevolezza di riconoscersi motivazioni e ragioni reciproche, tutto venga visto nella giusta prospettiva.

nando

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